venerdì 13 gennaio 2012

LEGO



Ma quanto sono bellini i lego?
In assoluto, fin da piccolo, sono sempre stati il mio gioco preferito.
Se devo essere sincero credo che nella mia lista di "Risvolti positivi dell'avere un figlio" il fatto di poter tornare a giocare con i lego sia al primo posto.
Ti siedi a terra con la tua bella scatola di mattoncini, dai spazio alla fantasia ed ecco che, chiuso nella tua cameretta e circondato da pezzettini di plastica colorati inizi a creare.
Incastri, monti, smonti.
E' così che, per un pomeriggio, diventi dio.
(o mal che vada un ingegnere)

I lego, poi, sono meravigliosi perché anche chi non ha le capacità di inventare daccapo una costruzione può, utilizzando il libretto delle istruzioni, creare comunque cose meravigliose.
Se non hai fantasia, se non sei abbastanza esperto, o anche solo se sei troppo insicuro per lanciarti allo sbaraglio, hai a disposizione un foglietto che ti spiega il "come si fa" e ti permette di immergerti nell'assemblaggio di costruzioni fantastiche.

Quante ore passate a montare e smontare costruzioni con i lego.
Quegli stessi lego che fanno anche da metafora di vita; quella stessa vita che costruisci incastrando un pezzettino per volta fino a diventare quello che sei.
Quel complesso agglomerato di mattoncini che sono gli episodi della tua esistenza.
Effettivamente è assurdo come una scatola di lego possa rappresentarci così efficacemente.

Forse, ora che ci penso, ho trovato qual'è il mio problema.

Ho perso il libretto delle istruzioni della mia vita.

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