"Io Beppe Grillo lo voterei se non fosse che non capisco se è di destra o di sinistra"Mi è capitato di sentirlo dire più volte.
Ora vorrei sorvolare sulla controversa figura di Grillo, che non sono ancora riuscito a capire se è un geniale rivoluzionario o uno di quei fantomatici uomini della provvidenza di cui ho già avuto modo di parlare.
Sono i concetti di destra e sinistra, che alcuni ritengono FONDAMENTALI per identificare un movimento politico, che non mi convincono.
Non voglio dire che destra e sinistra siano uguali.
Non ho alcuna intenzione di infilarmi in dibattiti sul qualunquismo.
Posso comunque dire per certo che la maggior parte di quelli che parlano di "destra" e di "sinistra" non hanno la minima idea di ciò di cui stanno parlando.
Mi viene in mente, ad esempio, quando a "vieni via con me" furono invitati Bersani e Fini a parlare dei valori della destra e della sinistra.
Era pressoché inevitabile trovarsi d'accordo un po' con entrambi.
Eppure uno o è di destra o è di sinistra.
O almeno così deve essere secondo la maggior parte delle persone.
Che uno possa pensare con la propria testa evidentemente non è contemplato.
Bisogna scegliersi un parte e aggrapparcisi con le unghie e con i denti.
Scegliere degli ideali e supportarli strenuamente a discapito delle idee.
Assurdo.
Ci sono personaggi evidentemente convinti che il partito comunista sia ancora guidato da Berlinguer; anziani convinti che votando il centro destra si possa riavere De Gasperi.
Non è così.
Non più.
E' ora di rendersi conto (checché ne dica l'attuale legge elettorale) che non si votano le ideologie ma le persone.
Sono persone (almeno dal punto di vista biologico) quelle che vanno in parlamento a decidere delle nostre vite.
E quando quelle persone cambiano.
Quando quelle persone non ci soddisfano.
Forse è ora di ricalibrare i nostri orientamenti politici.
Di pensare con la nostra testa.



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