giovedì 3 novembre 2011

Uomini della provvidenza


Oggi parlerò di politica.
Aggiungerò svariati link a wikipedia per coloro che non sono molto ferrati sull'argomento.
Premetto che comunque sia si tratta di opinioni assolutamente soggettive e che vige la regola del "Non sono d'accordo con le tue opinioni e Voltaire era un cretino".
Forse non era proprio così.
Beh. Andiamo avanti.
Mi è capitato di sentire qualcuno parlare del fatto che ora al governo ci vorrebbe una personalità forte supportata da gente competente.
Ecco.
Il concetto di "Personalità forte", di "Uomo della provvidenza" fa parte dei miei punti deboli, ovvero delle cose che mi fanno incazzare.
Possibile che in Italia nessuno voglia interessarsi di politica?
Vogliono tutti una persona in cui riporre cieca fiducia.
Qualcuno a cui dare tutto il potere.
Per potersi poi dissociare quando questi inevitabilmente sbaglia.
Per poter dire "E' lui che ha sbagliato! Io sono la vittima!".
Monicelli disse:
"Gli italiani sono fatti così: vogliono che qualcuno pensi per loroE poi,se va bene va bene. Se va male, ecco che lo impiccano a testa sotto"
E continuiamo così.
Imperterriti.
Eleggiamo i Mussolini, i Craxi, gli Andreotti.
E poi ci lamentiamo che sono violenti, corrotti, mafiosi.
E allora ci ribelliamo, scendiamo in piazza, cambiamo tutto.
E va a finire che eleggiamo il primo industriale che si presenta in televisione dicendo che scende in campo perché l'Italia è il paese che ama.
Di questi novelli Napoleon ne ho vissuto uno e posso dire per certo che mi è bastato e avanzato.
La cosa terrificante è che questi stessi personaggi, ai loro albori, invitano a diffidare dagli "uomini della provvidenza".
Invitano gli italiani ad essere attenti, a non farsi infinocchiare.
Gli italiani li capiscono.
Concordano.
E danno loro cieca fiducia.
A noi piace dare fiducia alla gente.
Italiani dal cuore d'oro.

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