martedì 1 novembre 2011

Quei burloni della SIAE



Vi sarete certamente accorti che ho tolto tutti i video dal mio blog.
Hahahahahahaha... come se questo blog lo leggesse qualcuno...
Parliamo seriamente.
Ho eliminato ogni video dal mio blog.
Peccato.
Mi piaceva l'idea di accompagnare i miei bellissimi post che leggo solo io con dei brani musicali.
Che ovviamente ascolto solo io.
Comunque sia l'idea era carina.
Mi limitavo solo a pensare a che brano mettere e a cercarlo su youtube.
In fondo se google paga dei gran soldi alla SIAE per pubblicare video musicali non vedo perché non usarli.
Non esiste motivo.
Anzi.
Non ESISTEVA motivo.
Infatti ora, quei simpatici burloni che gestiscono la SIAE, hanno deciso che se embeddi dei video nel tuo sito devi pagare una licenza di 450 euro.
Con quei soldi ci pago due mesi di affitto.
E per cosa poi?
Per far vedere un video sul quale già youtube paga i diritti.
Mi sento un tantino preso per il culo.
Ma non è finita qui!
Perché a questo si aggiunge un altro pregevole capolavoro dell'idiozia che si va ad inserire in una già assurda situazione giuridica inerente il web in Italia.
Infatti i prodigiosi cavalieri dei diritti d'autore italiani hanno deciso che, anche chi pubblica trailer di film, dovrà pagare la licenza di cui sopra.
TRAILER DI FILM!
Io dovrei pagare per poter postare sul mio sito della dannatissima pubblicità?
Non mi è chiaro se i cari signori della SIAE stiano cercando di difendere i diritti d'autore o di danneggiare il mondo del web.
Mi pare evidente che, chiunque sia stato ad ideare questo obrobrio legislativo, non ha la benché minima conoscenza del funzionamento del mezzo web.
Youtube (qui) si è già pronunciato, facendo notare alcuni aspetti importanti:

"Da sempre YouTube prende in grande considerazione la tutela del diritto d’autore, nelle sue diverse forme. Cinque anni fa abbiamo realizzato una sofisticata tecnologia che noi chiamiamo Content ID e che permette gratuitamente a tutti i legali proprietari di diritti d’autore, per opere audio e video, di controllare e tutelare i propri diritti su YouTube. Il sistema é in grado di rintracciare automaticamente sulla nostra piattaforma tutti i file audio e video coperti da copyright e rivendicati dagli aventi diritto per poi applicare la policy che loro stessi hanno definito all’interno di un ventaglio di opportunità: bloccare la riproduzione, tracciarla o monetizzarla.


Tra i partner di YouTube figurano anche anche case cinematografiche ed etichette che da tempo si avvalgono di questo sistema.


Inoltre più di un anno fa abbiamo stretto un accordo in Italia con SIAE proprio per l’utilizzo della musica sulla nostra piattaforma video e per la tutela del diritto d’autore. Per questo riteniamo che oggi, attraverso gli accordi stipulati e gli strumenti tecnologici sviluppati all’interno della nostra piattaforma si possa operare in un contesto di collaborazione e vantaggio per le diverse parti coinvolte."
Insomma non mi va proprio di pagare un servizio che è già pagato.
Quindi anch'io nel mio piccolo (piccolissimo(microscopico)) voglio dire alla SIAE che non ci sto.
Vi invito comunque a visitare questo e questo sito per avere maggiori informazioni sull'argomento.

1 commento:

  1. E poi non bisogna bestemmiare?

    Ti posso dire da musicista che la SIAE non è altro che un'assurda macchina sanguisuga in cerca di soldi, l'equivalente informatico della vendita delle indulgenze.

    Per suonare fuori e fare cover di artisti italiani emergenti (qui sono d'accordo di pagare i diritti alla SIAE, tutelare questi gruppi mi sembra giusto) si pagano pochi centesimi a brano, mentre per fare canzoni di Ligabue (schifo IMHO) o Vasco Rossi (merdaccia IMHO) bisogna pagare diversi EURO a canzone!

    MA STIAMO SCHERZIAMO??

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