venerdì 14 ottobre 2011

Debito pubblico


A grande richiesta oggi parlerò del debito pubblico.
A grande richiesta di chi?
A grande richiesta mia.
Ed essendo che io rappresento, oltre all'autore, anche un buon 50% dei miei lettori direi che si può certamente classificare come "grande richiesta".
Cosa stavo dicendo?
Ah si... il debito pubblico.
Premetto che non sono un economista e mi scuso per eventuali inesattezze, ma alla fine dell'articolo sarà palese che nemmeno la nostra classe politica è molto ferrata in economia.
Innanzitutto: cosa diamine è il debito pubblico?



Chi di voi non si è mai soffermato su un ragionamento simile a quello di Benigni?
Per capire cosa sia il debito pubblico ci viene in aiuto (neanche troppo) Wikipedia:

"In economia per debito pubblico si intende il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti, individui, imprese, banche o stati esteri, che hanno sottoscritto un credito allo Stato sotto forma di obbligazioni o titoli di stato (quali BOTBTPCCT in Italia e Obbligazioni di cassa in Svizzera) destinate a coprire il disavanzo del fabbisogno finanziario statale ovvero coprire l'eventuale deficit pubblico nel bilancio dello Stato.
Quando il debito è contratto con soggetti economici di stati esteri si parla di debito estero, viceversa quando è contratto con soggetti economici interni allo stesso stato si parla di debito interno: normalmente entrambe le componenti sono presenti in misura variabile all'interno del debito pubblico di uno stato.
La presenza di un debito nei conti pubblici statali impone la necessità da parte dello Stato, oltre alla sua copertura finanziaria nei tempi e modalità di scadenza prestabilite, di tenerlo sotto controllo per non cadere nel rischio insolvenza ovvero fallimento dello stesso."
Tale debito si forma quando le spese dello stato sono superiori alle sue entrate.
La differenza se non è finanziata dall'emissione di moneta è coperta con l'emissione di obbligazioni (in poche parole con dei "pagherò").
Non vi è ancora abbastanza chiaro?

Umm... vediamo...
Come lo spiegherei ad un bambino?
Beh gli direi che i suoi genitori e i suoi nonni hanno beneficiato di servizi offerti dallo stato e che quei servizi dovrà pagarli lui.
No... beh...
Credo che eviterò di spiegare il debito pubblico ad un bambino nell'immediato futuro.
Ma a quanto ammonta attualmente il debito pubblico?
Se non ve ne foste accorti in fondo al blog c'è un simpatico contatore che (per tutti quelli a cui pesa il culo) copierò anche qui:

(se ci cliccate sopra otterrete maggiori informazioni su chi l'ha creato e perché)
Bello no?
Mi viene quasi voglia di piangere.
E non credo di essere commosso.

Ma da dove diamine viene questo simpatico debbbito (si, il nostro merita ben tre b)?
A questo proposito ho trovato una bellissima ed avvincente infografica:
(Si lo so, è sfasata, ma almeno si legge)



La spesa pubblica di uno stato viene generalmente divisa in:
“Spesa per lo Stato minimo” inerente a ordine, giustizia e difesa (forze dell'ordine, magistratura, esercito);
“Spesa per lo Stato sociale” inerente a istruzione e salute (medici, medicinali, insegnanti).
Premesso ciò, la spesa per lo stato minimo è rimasta all’incirca la stessa dal dopoguerra ad oggi, mentre quella per lo stato sociale è cresciuta esponenzialmente.
Questa crescita è avvenuta in quasi tutti i Paesi europei.
(Ovviamente il fatto che anche gli altri abbiano fatto cazzate non ci giustifica minimamente)
Ma allora qual'è il problema dell'Italia?
L’Italia spende più di alcuni altri Paesi (Sorvoliamo sulla qualità della spesa), e incassa molto meno (abbiamo un PIL ridicolo).
Grazie al cielo la politica si è attivata per risolvere il problema.
Estremamente fastidioso.
Che ci ostacola il cammino.
Come una sedia da spostare.

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